giovedì 8 ottobre 2009

Chapeau

mi è capitato di recente di prendere un traghetto.
era da almeno 13 anni che non salivo a bordo di una nave.
da quando giurai a me stesso di non andare più per mare, dopo aver vomitato tanto,
talmente tanto da sentirmi svuotato come uomo.

era appunto passato così tanto tempo che ormai l'isteria collettiva del vacanziero era un ricordo sbiadito.

avevo totalmente dimenticato l'inconfondibile italian style:

ciabatte di Gucci (mica scorregge)

borse Louis Vuitton

sfigati col telo mare Emporio Armani,
si, proprio quello tutto blu, con la scritta bianca ben visibile a sei miglia di distanza.

donne talmente in totale conflitto con la razionalità da ritenere opportuno viaggiare in traghetto coi tacchi.

ventenni ribelli col piercing, tatuaggi e il capello strano che vanno in Sardegna con mammà.

Cani che portano a spasso i loro padroni.

poi i miei preferiti: truzzi wannabe vestiti che sembrano appena sbarcati da Alinghi durante l’American’s Cup, e che con tutta probabilità l'unica imbarcazione con la quale hanno avuto a che fare è stato un pedalò ai lidi di Comacchio.

e mi sembra di fare un tuffo a tanti anni fa,
quando ero un abituee delle Ionie, e gli italiani li vedevi a cento metri di distanza, come militari in libera uscita.

e ancora ti chiedi perchè si prediliga dirigere i propri investimenti in accessori firmati come tanti piccoli Briatore, per poi viaggiare stipati sul ponte di una nave come profughi.

Ah, dimenticavo, l'accessorio più in voga: il cappello. quello che portano i niggaz a MTV, tanto per capirsi.





venerdì 25 settembre 2009

ad ogni costo

Alla fine l’ha fatto.
Ne avevo sentito voci, ma ho detto no, non può essere.
Ormai il fondo è già stato raggiunto, fatico ad immaginare qualcosa di più degradante.
E invece al peggio non c’è mai fine.




vabbeh musica, sei stata la mia dolce compagna per tanti anni,
forse è meglio che ci prendiamo una pausa

giovedì 6 agosto 2009

a mi me gusta bailar



Va bòn,
ok l'aziendal cenetta, ok il churrasco,
il viado che balla una samba in midi,
l’atmosfera carioca paragonabile all'atmosfera mediterranea respirata a Dublino in un sedicente caffè italiano gestito da cinesi,
la lambada, la bachata e tutte quelle cazzo di danze codificate da esportazione...


penso che l’utilità del ristorante etnico, oltre al farmi rimpiangere il buon caro e vecchio spiedo, è quello di farmi stare sul cazzo il paese caraibico al quale è ispirato.

giovedì 23 luglio 2009

Nel Bene e nel Male

Esiste una soglia fra il morale e l’immorale,
fra il giusto e l’ingiusto,
fra il civile e l’incivile,
fra il bene ed il male.

Una soglia ben delimitata, dettata principalmente dall’educazione impartita e successivamente dall’ambiente circostante all’individuo.

Questo tema etico viene ampiamente esaminato, sia in ambiente filosofico che religioso,
e le varie prospettive differiscono solo di qualche sfumatura.

Esistono delle situazioni dove l’individuo sollecitato da particolari stimoli non reagisce secondo le regole etiche impartitegli, ma lascia il sopravvento alla parte irrazionale, istintiva ed animalesca dell'inconscio, dove il confine diventa molto labile fino a sconfinare nella violenza più efferata.

solitamente a generare questi fenomeni di irrefrenabile violenza possono esserci:
  • Manifestazioni psicopatologiche di Fobia
  • Situazioni di angoscia protratte nel tempo
  • Cene aziendali pre ferie in cui sei stato invitato, dove non è obbligatorio andarci, ma per non far sospettare ai colleghi che il tuo sogno ricorrente è quello di vederli morire col ventre gonfio di ebola tenti di far buon viso a cattivo gioco e ci vai

lunedì 6 luglio 2009

No Troll No Party


E' tuttora in corso una delle feste più divertenti dell’internets.

Prendiamo un diffusissimo social network, tanto famoso quanto inutile.
Prendiamo un gruppo di persone composto da fans di un noto tg specializzato in Jacko e cani abbandonati.
E prendiamo infine un gruppo di simpatici buontemponi che decidono di rompere la monotonia dei messaggi tipo “ke bello qnd succedono le cose belle!!!!!” oppure “ke brutto qnd succedono le cose brutte!!!!!”,
inserendo
interessanti
spunti
di
discussione


Mescolate bene ed il LOAL è servito.

giovedì 14 maggio 2009

Il vero terremoto

l’iperinformazione, il susseguirsi frenetico e quotidiano di notizie su notizie su ogni canale mediatico e la relativa spettacolarizzazione porta ad una inevitabile assuefazione.
Ogni notizia viene annacquata da mille e mille altre notizie, più o meno importanti, che ci portano a scordare in fretta ciò che è successo neanche un mese fa.

Influenza suina, veline a Strasburgo e recente divorzio all’italiana del nostro amato premier ci hanno fatto rapidamente dimenticare quella che è stata una delle sciagure più clamorose degli ultimi 30 anni.


Stefano D’Orazio non fa più parte dei Pooh.



Parliamoci chiaro, e senza ipocrisie.
non venitemi a dire che l’abbandono di Stefano D’Orazio non vi riguarda.

Tutti siamo fans dei Pooh, o per un breve lasso della nostra esistenza lo siamo stati
.
Io lo sono stato a 12 anni
a 13 già ne avevo le palle piene.

Ma non li rinnego, e mi sento vicino a Stefano; siamo entrambi dei mediocri batteristi.


Capisco che dopo Albano e Romina non ci si dovrebbe stupire più di nulla,
ma qua la faccenda si fa seria.
Come caspita si fa a giustificare il motivo che ha spinto il batterista a mollare tutto dopo appena 38 anni?

Figuriamoci cosa succederebbe se la gran corazzata della canzone italiana (che, dopo aver toccato l’apice con Parsifal, ha sfornato in 30 anni solo pezzi trabordanti melassa e DJ Francesco) dovesse sospendere l’attività.

Ben che vada si rischia suicidio di massa di tutti i fedeli sparsi per il bel paese.
la sostituzione va fatta, e a breve.
E con chi caspita lo rimpiazzano?
Non deve essere per niente facile trovare un turnista che debba suonare su un drumset con doppia cassa a scopo dimostrativo, senza MAI usarla
oppure con le pelli dei tamburi sorde, triggerate e collegate al mixer (che manco i gruppi di liscio il venerdì sera che suonano in playback…)
che debba portare avanti un 4/4 appoggiatissimo e privo di qualsiasi fill in


e soprattutto.. CHE PIACCIA AI FANS.


Già. I fans






io invece piango solo quando guardo la soap preferita il pomeriggio su Rete4.



È che quando il fruttivendolo matura i contributi solitamente decide di andare in pensione, e manda Noè-Roby93 anche a cagare qualora non lo accettasse. Quindi il paragone non mi sembra credibile



Interessante il fatto che i Pooh debbano sciogliersi perche Robymusic64 non riesce ad immaginarli.



anche questa è l’italia, come giustamente dice massimo cossali non prestando troppa attenzione alla punteggiatura

poteva l’universo facebook esimersi dall’esternare il proprio disappunto?


è che qua la si butta un po’ sul pesante

Corrado invece cerca di sdrammatizzare


con questa spassosissima battuta by Corrado

qua, ad esempio, c’è un po’ di confusione:

Luigi, oltre a non aver ben le idee chiare riguardo batteristi fenomenali e management, pensa bene di spiegare a D’Orazio quali sono i suoi compiti gestionali all’interno della Tamata.
Presumo che prima di redarre l’organigramma abbiano chiesto la sua consulenza.

il "QUINDI RIPENSACI" assomiglia molto ad un avvertimento mafioso, io non dormirei tanto tranquillo.


delizioso anche il paragone coi Pink Floyd.
che di fatto non esistono più


Waters se ne andò nel ’84 con cospicua liquidazione,
con la differenza che in quei tempi i Pink Floyd avevano appena pubblicato “The Final Cut”, erano all’apice del loro successo, e non erano diventati parodia di se stessi, delle macchiette a cui manca solo andare a “una rotonda sul mare”
con gli Equipe84 ed essere intervistati da Red Ronnie

mercoledì 25 marzo 2009

Chi non lavora non fa l'ammmore, quindi ammazziamoci di pippe

Ehm... Signor Presidente Democraticamente Eletto..
si dice in giro che la gente lavorerebbe pure, se magari qualcuno gli dicesse
DOVE

giovedì 5 febbraio 2009

qualche lettura per stimolare l'appetito


I lettori di Gazzettino.it lanciano online lo sciopero della fame e della sete

Cominceremo anche noi quando staccheranno il sondino

Dal momento in cui ad Eluana sarà tolto il sondino inizierò anch'io a non mangiare e a non bere. Chi si vuole aggregare a questa iniziativa ben venga. Sono stanco di vivere in un paese in cui si chiama diritto l'uccidere

Buongiorno a tutti, un pensiero mi gira per la mente osservando l'accanimento con cui il padre di Eluana vuole far morire sua figlia. Magari si sarebbe risvegliata. Spero per lui che non sia così, ma non ha il viso sereno, di chi sa di fare una cosa giusta

Mi chiedo perché il padre di Eluana non ha pensato di portarsi a casa la figlia e poi seguirla personalmente nell'ultimo viaggio. Forse non ha il coraggio di guardarla morire?


che la giustizia in Italia sia allo sfascio ne sono convinto ma mai avrei pensato può arrogarsi il diritto di vita e di morte di una persona Sarei curioso di conoscere a quale corrente sindacale appartengono quei giudici che hanno decretato la morte di Eluana

Non vorrei essere considerata cinica....ma mi piacerebbe sapere quanto ci ha guadagnato in questa penosissima storia il sig. Englaro.
Avrebbe potuto benissimo lasciare la figlia dove stava senza procurarsi pubblicità e ulterori sofferenze alla poveretta.
Mi sembra che non gli dispiaccia apparire sui giornali e in TV, alla faccia del silenzio stampa.
e brava la giornalista de "Il Gazzettino" che ha colto la frase del sig. Englaro al capezzale della figlia "Stiamo facendo di tutto per liberarti": ha avuto l'esclusiva? Per quanto?
Mi spiace moltissimo per quella poveretta ma il padre proprio non mi piace


Ma quanto amore....
Bravi, andate avanti così; avete tutto il mio appoggio.
Iniziate lo sciopero della fame e della sete, e, possibilmente, portatelo anche a termine.

non come Pannella

mercoledì 21 gennaio 2009

chi fa la spia (non) è Amici di Maria

Non ho mai avuto alcun dubbio sul fatto che i reality fossero pura finzione che debba soddisfare esclusivamente delle richieste televisive.
Il fatto esemplare è che appena tiri una bestemmia sei istantaneamente congedato con disonore.
Cosa c’è di più efficace e quotidiano e reale di una bestemmia?
E invede no.
Puoi ruttare, scoreggiare, scaccolarti, cornificare la tua dolce metà in diretta nazionale, organizzare attentati con oscure cellule eversive, che il tuo “anticonformismo” sarà sempre terreno fertile per interessantissimi dibattiti televisivi ed atricoli su Di Più
Però non puoi bestemmiare, altrimenti Gesù Bambino piange.

Per cause di forza maggiore mi è capitato di assistere ad “Amici” di Maria la sanguinaria.

Il programma può essere riassuno in questo modo:

dei teen ager (illusi che il mondo reale sia come in quello studio, ossia che sei sempre tenuto a mettere in discussione tutto ciò che il tuo insegnante ti dice) ballano, cantano e recitano.
Degli insegnanti li giudicano e decidono chi resta e che se ne va.
Il pubblico protesta, applaude, fischia, urla di gioia, lancia pupazzetti ed anatemi verso questo o quell’altro insegnante, indipendentemente dal fatto che chi fischia conosce la materia tanto quanto io ho una folta chioma bionda.

Parliamoci chiaro, la qualità artistica non interessa a nessuno.
La sanguinaria platinata con la voce di Max Cavalera è gran regina nel mettere zizzania fra ragazzi, fra ragazzi ed insegnanti e fra insegnanti dallo smisurato ego, generando un tutti contro tutti che in confronto Kabul è Disneyland.

Esattamente proprio contro ogni logica scolastica.

E il pubblico protesta, applaude, fischia, urla di gioia, lancia pupazzetti, soddisfando quel vouyerismo rozzo e di basso profilo.
Perché alla fine è di questo che il pubblico di Maria si ciba.
Entrare (o credere di entrare) nella vita degli altri, godere di quell’imbarazzo di quando si toccano le corde private della vita di qualcuno.
Farsi i cazzi degli altri, in sostanza,
per poi correre a comprare le magliette con la scritta “Amici”

Terrificante

io metterei a riparo i ragazzi e li mandare in analisi; la stessa terapia che si pratica ai bambini molestati dal migliore amico di papà, tanto per capirsi.

poi durante la puntata serale entrerei nell'imponente Studio 5 di Cinecittà con un buon lanciafiamme, e farei ciò che è necessario.

E il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore.

mercoledì 17 dicembre 2008

Can You Feel It?

L’uso di brani famosi ad uso sottofondo per pubblicità o altre trasmissioni televisive mi ha sempre lasciato un po’ perplesso.
A partire dal fatto che per quanto tu abbia amato una canzone, il sentirtela ogni giorno te la fa spostare automaticamente nella cartella “musiche che hanno rotto il cazzo
Vedi Bohemian Like You dei Dandy Wharols.
E immagino che Paul Desmond quando compose Take Five non si sarebbe mai immaginato che il brano sarebbe stato utilizzato come sottofondo a Ennio Doris che, ti dice che la sua è una banca costruita attorno a te tracciando cerchi per terra.
E che dire di You never can tell di Chuck Berry, entrata nell’immaginario collettivo come il twist della gara di ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace al Jack Rabbit Slim's, per poi essere tristemente usata per la pubblicità dei Pavesini.

Ma l’altra notte si è sorpassato ogni limite.

Già mi immagino l'intervista a Larry Heard, conosciuto anche come Mr. Fingers, alla domanda


"senta, Larry, lei che nell'87 compose "Can You Feel It", una pietra miliare della old skool della scena di Chicago, cosa consiglia alle nuove leve dj & producer?"

"uhm..... che possono considerarsi arrivati SOLO quando i loro brani verranno usati come sottofondo a Lea Di Leo, su Canale Italia all'una di notte"