solidarietà a Bigazzigiovedì 18 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Effetto Domino
Gli psicologi dicono che gli errori commessi in gioventù molte volte sembrano superati, ma risiedono latenti nell'inconscio, influenzando non poco il vivere quotidiano.
E per quanto sia sgradevole alle volte è necessario far riemergere gli avvenimenti del passato per poterli elaborare, comprendere e quindi archiviare nel vissuto.
ciò che mi spinge a rispolverare questo blog è il condividere una parte del mio passato, una sorta di terapia di gruppo, tipo quelle che si venono nei film americani.
ecco, ora tocca a me ad alzarmi in piedi.
prendo fiato, raccolgo quel poco di coraggio che mi è rimasto e timidamente annuncio:
dai 20 ai 25 anni ascoltavo prevalentemente hip hop
che detto così è un'affermazione forte.
ok, prendo ancora fiato, e faccio un salto nel tempo ad un po' di anni fa, quando MTV Italia (D_Yo la stramaledica) non esisteva, quando personaggi come i gemelli diversi, fabrifibra e amici sarebbero stati presi giustamente a sprangate,
quando si andava in pellegrinaggio al Palladium, a sentire il Ciso, (ovunque tu sia)
quando l'unica fonte d'informazione era Yo Mtv Raps il sabato sera su Mtv Europe, trasmesso da FabFiveFreddy,
oppure da qualcuno che ti portava fuori The Source dalla base di Aviano.
e la cassetta più preziosa era quella con Domino nella tracklist.
e riascoltandolo mi rendo conto che Ghetto Jam è stata una perla di rara eleganza.
minimale, leggermente jazzata, una cantilena che ti penetra dentro, ti rapisce.
e ne concludo che tutto sommato non c'è nulla di cui vergognarsi.
nel 94 io ascoltavo Domino e voi coglioni ascoltavate gli 883, e mi venivate pure a dire che spaccavano.
questo è Ghetto Jam di Domino
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giovedì 8 ottobre 2009
Chapeau
mi è capitato di recente di prendere un traghetto.
era da almeno 13 anni che non salivo a bordo di una nave.
da quando giurai a me stesso di non andare più per mare, dopo aver vomitato tanto,
talmente tanto da sentirmi svuotato come uomo.
era appunto passato così tanto tempo che ormai l'isteria collettiva del vacanziero era un ricordo sbiadito.
avevo totalmente dimenticato l'inconfondibile italian style:
ciabatte di Gucci (mica scorregge)
borse Louis Vuitton
sfigati col telo mare Emporio Armani,
si, proprio quello tutto blu, con la scritta bianca ben visibile a sei miglia di distanza.
donne talmente in totale conflitto con la razionalità da ritenere opportuno viaggiare in traghetto coi tacchi.
ventenni ribelli col piercing, tatuaggi e il capello strano che vanno in Sardegna con mammà.
Cani che portano a spasso i loro padroni.
poi i miei preferiti: truzzi wannabe vestiti che sembrano appena sbarcati da Alinghi durante l’American’s Cup, e che con tutta probabilità l'unica imbarcazione con la quale hanno avuto a che fare è stato un pedalò ai lidi di Comacchio.
e mi sembra di fare un tuffo a tanti anni fa,
quando ero un abituee delle Ionie, e gli italiani li vedevi a cento metri di distanza, come militari in libera uscita.
e ancora ti chiedi perchè si prediliga dirigere i propri investimenti in accessori firmati come tanti piccoli Briatore, per poi viaggiare stipati sul ponte di una nave come profughi.
Ah, dimenticavo, l'accessorio più in voga: il cappello. quello che portano i niggaz a MTV, tanto per capirsi.
era da almeno 13 anni che non salivo a bordo di una nave.
da quando giurai a me stesso di non andare più per mare, dopo aver vomitato tanto,
talmente tanto da sentirmi svuotato come uomo.
era appunto passato così tanto tempo che ormai l'isteria collettiva del vacanziero era un ricordo sbiadito.
avevo totalmente dimenticato l'inconfondibile italian style:
ciabatte di Gucci (mica scorregge)
borse Louis Vuitton
sfigati col telo mare Emporio Armani,
si, proprio quello tutto blu, con la scritta bianca ben visibile a sei miglia di distanza.
donne talmente in totale conflitto con la razionalità da ritenere opportuno viaggiare in traghetto coi tacchi.
ventenni ribelli col piercing, tatuaggi e il capello strano che vanno in Sardegna con mammà.
Cani che portano a spasso i loro padroni.
poi i miei preferiti: truzzi wannabe vestiti che sembrano appena sbarcati da Alinghi durante l’American’s Cup, e che con tutta probabilità l'unica imbarcazione con la quale hanno avuto a che fare è stato un pedalò ai lidi di Comacchio.
e mi sembra di fare un tuffo a tanti anni fa,
quando ero un abituee delle Ionie, e gli italiani li vedevi a cento metri di distanza, come militari in libera uscita.
e ancora ti chiedi perchè si prediliga dirigere i propri investimenti in accessori firmati come tanti piccoli Briatore, per poi viaggiare stipati sul ponte di una nave come profughi.
Ah, dimenticavo, l'accessorio più in voga: il cappello. quello che portano i niggaz a MTV, tanto per capirsi.
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venerdì 25 settembre 2009
ad ogni costo
Alla fine l’ha fatto.
Ne avevo sentito voci, ma ho detto no, non può essere.
Ormai il fondo è già stato raggiunto, fatico ad immaginare qualcosa di più degradante.
E invece al peggio non c’è mai fine.
vabbeh musica, sei stata la mia dolce compagna per tanti anni,
forse è meglio che ci prendiamo una pausa
Ne avevo sentito voci, ma ho detto no, non può essere.
Ormai il fondo è già stato raggiunto, fatico ad immaginare qualcosa di più degradante.
E invece al peggio non c’è mai fine.
vabbeh musica, sei stata la mia dolce compagna per tanti anni,
forse è meglio che ci prendiamo una pausa
giovedì 6 agosto 2009
a mi me gusta bailar

Va bòn,
ok l'aziendal cenetta, ok il churrasco,
il viado che balla una samba in midi,
l’atmosfera carioca paragonabile all'atmosfera mediterranea respirata a Dublino in un sedicente caffè italiano gestito da cinesi,
la lambada, la bachata e tutte quelle cazzo di danze codificate da esportazione...
penso che l’utilità del ristorante etnico, oltre al farmi rimpiangere il buon caro e vecchio spiedo, è quello di farmi stare sul cazzo il paese caraibico al quale è ispirato.
giovedì 23 luglio 2009
Nel Bene e nel Male
Esiste una soglia fra il morale e l’immorale, fra il giusto e l’ingiusto,
fra il civile e l’incivile,
fra il bene ed il male.
Una soglia ben delimitata, dettata principalmente dall’educazione impartita e successivamente dall’ambiente circostante all’individuo.
Questo tema etico viene ampiamente esaminato, sia in ambiente filosofico che religioso,
e le varie prospettive differiscono solo di qualche sfumatura.
Esistono delle situazioni dove l’individuo sollecitato da particolari stimoli non reagisce secondo le regole etiche impartitegli, ma lascia il sopravvento alla parte irrazionale, istintiva ed animalesca dell'inconscio, dove il confine diventa molto labile fino a sconfinare nella violenza più efferata.
solitamente a generare questi fenomeni di irrefrenabile violenza possono esserci:
- Manifestazioni psicopatologiche di Fobia
- Situazioni di angoscia protratte nel tempo
- Cene aziendali pre ferie in cui sei stato invitato, dove non è obbligatorio andarci, ma per non far sospettare ai colleghi che il tuo sogno ricorrente è quello di vederli morire col ventre gonfio di ebola tenti di far buon viso a cattivo gioco e ci vai
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lunedì 6 luglio 2009
No Troll No Party
E' tuttora in corso una delle feste più divertenti dell’internets.
Prendiamo un diffusissimo social network, tanto famoso quanto inutile.
Prendiamo un gruppo di persone composto da fans di un noto tg specializzato in Jacko e cani abbandonati.
E prendiamo infine un gruppo di simpatici buontemponi che decidono di rompere la monotonia dei messaggi tipo “ke bello qnd succedono le cose belle!!!!!” oppure “ke brutto qnd succedono le cose brutte!!!!!”,
inserendo
interessanti
spunti
di
discussione
Mescolate bene ed il LOAL è servito.
Prendiamo un gruppo di persone composto da fans di un noto tg specializzato in Jacko e cani abbandonati.
E prendiamo infine un gruppo di simpatici buontemponi che decidono di rompere la monotonia dei messaggi tipo “ke bello qnd succedono le cose belle!!!!!” oppure “ke brutto qnd succedono le cose brutte!!!!!”,
inserendo
interessanti
spunti
di
discussione
Mescolate bene ed il LOAL è servito.
giovedì 14 maggio 2009
Il vero terremoto
l’iperinformazione, il susseguirsi frenetico e quotidiano di notizie su notizie su ogni canale mediatico e la relativa spettacolarizzazione porta ad una inevitabile assuefazione.
Ogni notizia viene annacquata da mille e mille altre notizie, più o meno importanti, che ci portano a scordare in fretta ciò che è successo neanche un mese fa.
Influenza suina, veline a Strasburgo e recente divorzio all’italiana del nostro amato premier ci hanno fatto rapidamente dimenticare quella che è stata una delle sciagure più clamorose degli ultimi 30 anni.
Stefano D’Orazio non fa più parte dei Pooh.
Parliamoci chiaro, e senza ipocrisie.
non venitemi a dire che l’abbandono di Stefano D’Orazio non vi riguarda.
Tutti siamo fans dei Pooh, o per un breve lasso della nostra esistenza lo siamo stati.
Io lo sono stato a 12 anni
a 13 già ne avevo le palle piene.
Ma non li rinnego, e mi sento vicino a Stefano; siamo entrambi dei mediocri batteristi.
Capisco che dopo Albano e Romina non ci si dovrebbe stupire più di nulla, ma qua la faccenda si fa seria.
Come caspita si fa a giustificare il motivo che ha spinto il batterista a mollare tutto dopo appena 38 anni?
Figuriamoci cosa succederebbe se la gran corazzata della canzone italiana (che, dopo aver toccato l’apice con Parsifal, ha sfornato in 30 anni solo pezzi trabordanti melassa e DJ Francesco) dovesse sospendere l’attività.
Ben che vada si rischia suicidio di massa di tutti i fedeli sparsi per il bel paese.
la sostituzione va fatta, e a breve.
E con chi caspita lo rimpiazzano? Non deve essere per niente facile trovare un turnista che debba suonare su un drumset con doppia cassa a scopo dimostrativo, senza MAI usarla
oppure con le pelli dei tamburi sorde, triggerate e collegate al mixer (che manco i gruppi di liscio il venerdì sera che suonano in playback…)
che debba portare avanti un 4/4 appoggiatissimo e privo di qualsiasi fill in
e soprattutto.. CHE PIACCIA AI FANS.
Già. I fans…


io invece piango solo quando guardo la soap preferita il pomeriggio su Rete4.

È che quando il fruttivendolo matura i contributi solitamente decide di andare in pensione, e manda Noè-Roby93 anche a cagare qualora non lo accettasse. Quindi il paragone non mi sembra credibile

Interessante il fatto che i Pooh debbano sciogliersi perche Robymusic64 non riesce ad immaginarli.

anche questa è l’italia, come giustamente dice massimo cossali non prestando troppa attenzione alla punteggiatura
poteva l’universo facebook esimersi dall’esternare il proprio disappunto?
è che qua la si butta un po’ sul pesante
Corrado invece cerca di sdrammatizzare
con questa spassosissima battuta by Corrado
qua, ad esempio, c’è un po’ di confusione:
Luigi, oltre a non aver ben le idee chiare riguardo batteristi fenomenali e management, pensa bene di spiegare a D’Orazio quali sono i suoi compiti gestionali all’interno della Tamata.
Presumo che prima di redarre l’organigramma abbiano chiesto la sua consulenza.
il "QUINDI RIPENSACI" assomiglia molto ad un avvertimento mafioso, io non dormirei tanto tranquillo.
delizioso anche il paragone coi Pink Floyd.
che di fatto non esistono più
Waters se ne andò nel ’84 con cospicua liquidazione, con la differenza che in quei tempi i Pink Floyd avevano appena pubblicato “The Final Cut”, erano all’apice del loro successo, e non erano diventati parodia di se stessi, delle macchiette a cui manca solo andare a “una rotonda sul mare” con gli Equipe84 ed essere intervistati da Red Ronnie
Ogni notizia viene annacquata da mille e mille altre notizie, più o meno importanti, che ci portano a scordare in fretta ciò che è successo neanche un mese fa.
Influenza suina, veline a Strasburgo e recente divorzio all’italiana del nostro amato premier ci hanno fatto rapidamente dimenticare quella che è stata una delle sciagure più clamorose degli ultimi 30 anni.
Stefano D’Orazio non fa più parte dei Pooh.
Parliamoci chiaro, e senza ipocrisie.
non venitemi a dire che l’abbandono di Stefano D’Orazio non vi riguarda.
Tutti siamo fans dei Pooh, o per un breve lasso della nostra esistenza lo siamo stati.
Io lo sono stato a 12 anni
a 13 già ne avevo le palle piene.
Ma non li rinnego, e mi sento vicino a Stefano; siamo entrambi dei mediocri batteristi.
Capisco che dopo Albano e Romina non ci si dovrebbe stupire più di nulla, ma qua la faccenda si fa seria.
Come caspita si fa a giustificare il motivo che ha spinto il batterista a mollare tutto dopo appena 38 anni?
Figuriamoci cosa succederebbe se la gran corazzata della canzone italiana (che, dopo aver toccato l’apice con Parsifal, ha sfornato in 30 anni solo pezzi trabordanti melassa e DJ Francesco) dovesse sospendere l’attività.
Ben che vada si rischia suicidio di massa di tutti i fedeli sparsi per il bel paese.
la sostituzione va fatta, e a breve.
E con chi caspita lo rimpiazzano? Non deve essere per niente facile trovare un turnista che debba suonare su un drumset con doppia cassa a scopo dimostrativo, senza MAI usarla
oppure con le pelli dei tamburi sorde, triggerate e collegate al mixer (che manco i gruppi di liscio il venerdì sera che suonano in playback…)
che debba portare avanti un 4/4 appoggiatissimo e privo di qualsiasi fill in
e soprattutto.. CHE PIACCIA AI FANS.
Già. I fans…


io invece piango solo quando guardo la soap preferita il pomeriggio su Rete4.

È che quando il fruttivendolo matura i contributi solitamente decide di andare in pensione, e manda Noè-Roby93 anche a cagare qualora non lo accettasse. Quindi il paragone non mi sembra credibile

Interessante il fatto che i Pooh debbano sciogliersi perche Robymusic64 non riesce ad immaginarli.

anche questa è l’italia, come giustamente dice massimo cossali non prestando troppa attenzione alla punteggiatura
poteva l’universo facebook esimersi dall’esternare il proprio disappunto?
è che qua la si butta un po’ sul pesante Corrado invece cerca di sdrammatizzare
con questa spassosissima battuta by Corradoqua, ad esempio, c’è un po’ di confusione:
Luigi, oltre a non aver ben le idee chiare riguardo batteristi fenomenali e management, pensa bene di spiegare a D’Orazio quali sono i suoi compiti gestionali all’interno della Tamata.Presumo che prima di redarre l’organigramma abbiano chiesto la sua consulenza.
il "QUINDI RIPENSACI" assomiglia molto ad un avvertimento mafioso, io non dormirei tanto tranquillo.
delizioso anche il paragone coi Pink Floyd.
che di fatto non esistono più
Waters se ne andò nel ’84 con cospicua liquidazione, con la differenza che in quei tempi i Pink Floyd avevano appena pubblicato “The Final Cut”, erano all’apice del loro successo, e non erano diventati parodia di se stessi, delle macchiette a cui manca solo andare a “una rotonda sul mare” con gli Equipe84 ed essere intervistati da Red Ronnie
mercoledì 25 marzo 2009
Chi non lavora non fa l'ammmore, quindi ammazziamoci di pippe
Ehm... Signor Presidente Democraticamente Eletto..si dice in giro che la gente lavorerebbe pure, se magari qualcuno gli dicesse DOVE
giovedì 5 febbraio 2009
qualche lettura per stimolare l'appetito

I lettori di Gazzettino.it lanciano online lo sciopero della fame e della sete
Cominceremo anche noi quando staccheranno il sondino
Dal momento in cui ad Eluana sarà tolto il sondino inizierò anch'io a non mangiare e a non bere. Chi si vuole aggregare a questa iniziativa ben venga. Sono stanco di vivere in un paese in cui si chiama diritto l'uccidere
Buongiorno a tutti, un pensiero mi gira per la mente osservando l'accanimento con cui il padre di Eluana vuole far morire sua figlia. Magari si sarebbe risvegliata. Spero per lui che non sia così, ma non ha il viso sereno, di chi sa di fare una cosa giusta
Mi chiedo perché il padre di Eluana non ha pensato di portarsi a casa la figlia e poi seguirla personalmente nell'ultimo viaggio. Forse non ha il coraggio di guardarla morire?
che la giustizia in Italia sia allo sfascio ne sono convinto ma mai avrei pensato può arrogarsi il diritto di vita e di morte di una persona Sarei curioso di conoscere a quale corrente sindacale appartengono quei giudici che hanno decretato la morte di Eluana
Non vorrei essere considerata cinica....ma mi piacerebbe sapere quanto ci ha guadagnato in questa penosissima storia il sig. Englaro.
Avrebbe potuto benissimo lasciare la figlia dove stava senza procurarsi pubblicità e ulterori sofferenze alla poveretta.
Mi sembra che non gli dispiaccia apparire sui giornali e in TV, alla faccia del silenzio stampa.
e brava la giornalista de "Il Gazzettino" che ha colto la frase del sig. Englaro al capezzale della figlia "Stiamo facendo di tutto per liberarti": ha avuto l'esclusiva? Per quanto?
Mi spiace moltissimo per quella poveretta ma il padre proprio non mi piace
Ma quanto amore....
Bravi, andate avanti così; avete tutto il mio appoggio.
Iniziate lo sciopero della fame e della sete, e, possibilmente, portatelo anche a termine.
non come Pannella
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